diamogli una zampa, sito per le adozioni e gli stalli dei cani in provincia di cuneo

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   Canili lager e traffico di cavie: un business pagato con i soldi pubblici

   Denutriti, maltrattati, lasciati ammalare. Qualche volta finiscono come cavie da laboratorio in un traffico clandestino in direzione Nord Europa. È la radiografia dei canili in Italia, un business che intreccia crudeltà verso gli animali, sprechi di denaro pubblico, malasanità e criminalità organizzata, e che, come rivela un’inchiesta di Repubblica, vede complici a volte inconsapevoli istituzioni cittadine, polizia, giudici, medici della Asl. Uno scandalo che avviene nell’indifferenza generale, in cui a rimetterci sono ancora una volta ‘i migliori amici dell’uomo’.
   L’ultimo rapporto di Zoomafia stima un vorticoso giro d’affari da 500 milioni di euro, con 600 mila cani randagi censiti nel nostro paese, di cui 200 mila ricoverati nei canili. Per ogni animale rinchiuso, il comune di appartenenza spende dai 300 ai 1000 euro l’anno, una cifra non indifferente, che spesso però non mette al riparo i cani dai maltrattamenti, anzi diventano merci di un traffico internazionale in cui ci mette il suo zampino la malavita organizzata. C’è infatti un traffico di finte adozioni che vede cani e gatti diventare cavie nei laboratori della sperimentazione, oppure cibo in scatola, o ancora pelliccia. Stipati in gabbie minuscole all’interno di furgoni o station wagon, gli animali superano i confini facilmente a causa dei controlli superficiali, per un enorme fiume di denaro per chi commercia in questi affari sporchi. Casi del genere sono stati scoperti ad Ischia, Verona, Perugia, con viaggi in direzione Germania e Nord Europa.
   Ma se il traffico all’estero è un caso particolare, la situazione è drammatica anche all’interno dei canili stessi, gestiti senza controlli, con indifferenza, da sindaci, veterinari e forze dell’ordine che dovrebbero vigilare. ‘Feriti, affetti da patologie e infezioni, malnutriti, relegati in spazi angusti e sovraffollati, trascurati e soli: questo lo stato in cui versano i ‘migliori amici dell’uomo’ in molte strutture, pubbliche e private‘: così si legge in un documento del Ministero della Salute. I comuni, invece di costruire canili pubblici, si affidano alle società private, con il risultato che nessuno controlla. Al Sud l’affare è stato fiutato dalla malavita, ma la radiografia impietosa del fenomeno mostra degrado e maltrattamenti in tutta Italia: quando i canili vengono sequestrati la situazione che si presenta è sempre la stessa, ovvero cani malati, ridotti a pelle e ossa, senza sterilizzazione, a volte morti. Tra i reati più frequenti riscontrati, frode, medicinali scaduti, esercizio abusivo della professione medica. Noi aggiungeremmo barbarie e disumanità, ma quelli purtroppo non sono considerati tali.
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ALLEVATE IN GABBIA = Torturate in gabbia (becchi amputati, luce giorno e notte per spingere la produzione, uso di antibiotici, gabbie ridotte a pochi centimetri dove le galline non possono muoversi);

A TERRA = Dentro ai capannoni industriali (sovraffollamento di individui con ridotti spazi per circolare, uso di antibiotici, selezione genetica di specie ad alta produttività);
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MITI DA SFATARE

CASA PICCOLA CANE PICCOLO CASA GRANDE CANE GRANDE
è sbagliato pensare che un cane di taglia piccola richieda meno spazio e attenzioni di un cane di taglia grande. Al contrario di quelli grandi, i cani piccoli sono spesso super attivi e di temperamento vivace soprattutto se di giovane età; i cani grandi sono spesso pigri e poltroni.
La scelta del cane da adottare deve essere il
risultato di un'attenta valutazione del nostro stile di vita e del carattere del cane.

PER TENERE UN CANE BISOGNA AVERE IL GIARDINO
Il giardino non può sostiuire le passeggiate quotidiane e la socializzazione di un'area cani. Il cane ama stare con il padrone e con i propri simili e non da solo in giardino. Certo il giardino può essere utile al padrone in determinate circostanze, ma non fa la gioia del cane.

I CANI ANZIANI NON IMPARANO E NON SI AFFEZIONANO

adottare un cane anziano è un'esperinza di vita meravigliosa che ti può solo arricchire e migliorare come persona.
I cani anziani , inoltre, chiedono molto poco: una cuccia calda, un po di pappa morbida e un padrone che li ami, si muovono poco , sono molto silenziosi ed educati e non hanno bisogno di uscire per lunghe passeggiate tre volte al giorno. Al contrario dei cuccioli imparano in fretta a non fare i bisogni in casa e alcuni sono bravissimi già dal primo giorno.
In cambio i loro occhi vi mostreranno tutta la loro gartitudine e amore del mondo perchè solo chi ha tanto sofferto può capire quello che gli state dando e le loro vite sono state veramente dure....
Aspettano da anni un angelo che li porti via dal freddo e dalla solitudine che abbia un angolino con una cesta calda, una mano amica qualcuno che gli dica : "ecco sono qui con te" nel momento della loro vita in cui ne hanno più bisogno.
Quando sarà il momento saliranno in cielo e doneranno il loro posto e il loro cuore a un altro vecchietto che prima di andarsene proverà la gioia di avere una casa e essere amato

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LETTERA DI UN’ADOTTANTE
ABBIAMO ADOTTATO UN CANE DA UN CANILE. Adulto e visto solo in fotografia
...E STIAMO VIVENDO UNA DELLE ESPERIENZE PIU' STRAORDINARIE DELLE NOSTRE VITE...

Mentre aspettavamo l'arrivo di Baffo mi sono data più volte della pazza.
Prede e vittime, come tutti, del preconcetto che un cane debba essere adottato da cucciolo, noi andiamo a sceglierne uno che ha 4 anni, di cui oltre tre trascorsi in canile!
E poi in casa vive una cagnetta di 13 anni, ormai sola da parecchio, chissà quale trauma per lei...
E la nostra casa è impegnativa, ricolma di mobili e tappeti, libri, ceramiche antiche,...perfino i quadri a terra non ci facciamo mancare...
E poi ci capita a volte di essere fuori per molte ore al giorno, in posti dove i cani non ci possono proprio venire...i vecchi cani erano abituati a questo ma il nuovo? Oddio, sarà un disastro...oltre tutto si tratta di un maschio, grandino di taglia e nel pieno del vigore, ...distruggerà, devasterà, allagherà ovunque con litri di pipi puzzolente...farà SICURAMENTE popò sui tappeti, magari su quelli di 5 metri per 4, che costano una rata di mutuo a farli lavare ....
E che fine faranno i nostri viaggi in auto, i ristoranti, alberghi, campeggi, mostre, concerti, infiniti giri per il centro di Milano, le cene a casa di amici...tutte cose che condividevamo con i nostri vecchi cani  ma che il 'selvaggio' difficilmente' ci concederà! E' un cane di canile e per di più ADULTO e DEL TUTTO SCONOSCIUTO!!
A volte espoldeva prepotente la voglia di telefonare e di dire ''non se ne fa più nulla, mi spiace, ho la nonna moribonda...'' (scusa 'classica', Però poi ti sentivi una merdaccia...le adorabili volontarie che si sono date tanto da fare, la referente di zona incaricata delle visite preaffido che ormai era diventata un'amica, tutta questa gente che si sbatte pazzescamente solo per aiutare queste bestiole .E così comincia la fase due...progettare una vita diversa ...progettare una casa diversa (tappeti da rimuovere, le cose delicate tutte in alto , insomma il principio di una  rivoluzione
IL CANE DEVE ESSERE CUCCIOLO...perfino i vicini amici (che non hanno mai avuto cani) continuano a ripetertelo.
PRENDI UN CANE ADULTO??? MA SEI PAZZA????
Giorni di delirio che precedono questo arrivo che pare non avvenire mai   e tutto sommato, ad un certo punto, mi convinco che sia stato tutto un brutto sogno Pazienza per la cuccia nuova e le spese già fatte, regalerò molto volentieri il tutto al canile locale.. ...del resto se non lo portano non è mica colpa mia...
Invece un venerdì ecco la telefonata...''Forse domenica ce la facciamo, incontro a Bologna come previsto? Siete sempre convinti ad accoglierlo?''...e che, come cavolo fai a dire ''No''.......e così ti ritrovi a sussurrare un ''Si...'' sperando di non risultare comprensibile...peccato che Loredana abbia l'orecchio fine!
Domenica dunque eccoci in macchina, un'ansia pazzesca ed una gran voglia di imboccare la direzione Venezia per un rilassante weekend, piuttosto che Bologna per avviarci all'inizio di un incubo infinito....
Comunque siamo in ballo e si balla....
Risparmio i dettagli dell'incontro  ed arrivo subito al dunque.
Baffo vive con noi ormai da 20 giorni....e sembra che sia passata tutta una vita!
Nel giro di un paio di giorni tutti i preconcetti, i pregiudizi, le paure..sono svaniti come neve al sole.
Quello che doveva essere un individuo indomabile, ormai irrecuperabilmente selvaggio ed asociale (questo si crede dei cani adulti), si è rivelato un essere dalla straordinaria capacità di comprensione, empatia, dialogo, attenzione nei nostri confronti...
Con un cucciolo ci sarebbero voluti mesi, se non anni (il cucciolo DEVE maturare prima di essere in grado di capire...come i figli, no?), invece con costui sono bastati due sguardi per leggere fino in fondo alle rispettive anime.
E' capace di comprendere ogni cosa, muore dalla voglia di amare ed essere amato e te lo sa dimostrare fin dal primo momento.
Si muove per casa come un danzatore di classica (alla fine non ho poi tolto un solo tappeto, anzi ne ho aggiunti un paio che desideravo da tempo...), non sfiora un mobile, un quadro a terra, un cristallo di Boemia....(eppure al parco corre come un levriero, fa salti di un metro e mezzo, si rotola come un pazzo, ha un'energia che sembra infinita...).
Non fa pipì all'interno (sebbene noi l'avessimo messo in preventivo e fossimo pronti, nel caso, a capire e perdonare...) e nel caso gli scappi da pazzi, ha imparato senza che nessuno glielo dicesse a farla nell'angolo del balcone dove sta il tappetino a disposizione della Piccola (vecchietta quindi ha bisogno di farla un po' più spesso...) ma anche questo è successo 3 volte in 20 giorni...
Dorme tutta notte senza un fiato, ha cercato ed ottenuto subito una relazione con la Piccola (che, in quanto femmina anziana, dominante e para-umana, non sopportava alcun cane...) ed è uno spasso vedere come la difende da potenziali cani molestatori e come la controlla a vista ogni volta che si esce...
Si comporta in un modo esemplare, perchè comprende ESATTAMENTE tutto quello che si desidera da lui..sta imparando perfettamente a relazionarsi con il resto del mondo perchè si rende conto del suo essere parte di un branco e di una società fatta di altri branchi (e questo proprio grazie al suo essere adulto e maturo, pronto a recepire all'istante ogni messaggio ed ogni segnale e a decodificarlo trasformandolo in un momento di apprendimento)....ma soprattutto ogni suo gesto, ogni sguardo, ogni respiro, è imbevuto dell'amore che ha scelto di donarci.
Non potremo mai competere con l'adorazione di quello sguardo, con la devozione che ci mostra, con la fierezza con la quale cammina al nostro fianco (si temeva fosse difficile da gestire in passeggiata, non abituato com'era...serve che dica che cammina al guinzaglio esattamente al nostro passo, si ferma e si siede ai semafori e non si alza e riparte se non gli si dice 'avanti'? (imparato in due giorni
Potrei continuare per ore ma il nocciolo della questione è questo:
TUTTO QUESTO NON L'AVREMMO MAI OTTENUTO se non da un cane che ha vissuto sulla sua pelle l'abbandono e la privazione della sua ragione di vita.
La nostra meravigliosa avventura con Baffo però nasce da un presupposto indiscutibile...un gruppo di meravigliose volontarie, splendide a livello umano ma soprattutto intelligenti e preparate, che hanno saputo guidarci alla scelta ed al giusto approccio; è stato fondamentale il loro apporto per valutare se noi eravamo  idonei per Baffo e viceversa...da soli non ce l'avremmo fatta!
Per favore, considerate l'adozione di cani adulti, sono creature che a volte possono migliorare la vostra vita, anche se noi pensiamo sempre che solo l'uomo possa....abbiate un po' di pazienza e di disponibilità iniziali, per ottenere qualcosa che vi lascerà senza fiato...
Una buona adozione è un bene per il cane ma è una meraviglia per l'uomo....
saluti e leccatine (di Baffo) a tutti
Rosalia & Branco....
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Recupero di soggetti traumatizzati
Programma di riaffido cani abbandonati
Risoluzione problemi comportamentali
Attività co-terapeutiche




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Leggi la storia di PACO !!

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Senza un cane non c'è famiglia

  
La ricerca rivoluziona molte abitudini e rende più stretti i rapporti tra genitori e figli.
Il cane come un figlio, meglio di un fratello, ottimo compagno contro la solitudine, surrogato di amici che non ci sono. Collante domestico, strumento educativo, mitigatore di tensioni e stress. Insomma, presenza ineliminabile nelle dinamiche di ogni famiglia che abbia deciso di averne uno, più simpatico di uno psicoterapeuta (forse anche più efficace).

Scodinzolante perno del benessere domestico, prendere in casa un cane significa dare una sterzata importante ai rapporti che legano tra loro genitori e figli: per gli uni è un impegno ma anche un «sussidio didattico», per i bambini un amico sicuro che allevia paure e piccole tristezze. In case dove sempre

più spesso genitori e figli si vedono poco e parlano meno, e non hanno granché da condividere, tutti presi da mille impegni o distratti da lavoro, studio, tv e Internet, con i bambini abbandonati per ore davanti a un qualche genere di piccolo schermo a fare da surrogato di compagno di giochi e affetti, l’arrivo di un cane corrisponde a una piccola grande benefica rivoluzione. Lo dice la ricerca fatta dalla società italiana Tips per il canale televisivo DeaKids, presentata oggi al festival Cartoons on the Bay.

Amico a quattro zampe Da due anni ormai Missione Cuccioli, in onda su DeaKids e condotto da Simone Della Valle, dog trainer e filosofo, è programma di successo in cui si spiega come scegliere e poi introdurre un cane tra le mura domestiche. Alla vigilia del lancio della terza stagione (in onda dal 23 maggio) il canale ha voluto approfondire cosa significa e cosa cambia davvero se hai un cane come amico. Campione analizzato quello di 150 famiglie di varia provenienza sociale e regionale, con figli tra gli 8 e i 14 anni, proprietari di cani da almeno 4 anni. Per una volta ne esce davvero un coro unitario, dal nord al sud, campagna, città e isole comprese. In primis sul fatto che il cane, quando entra in famiglia, diventa a tutti gli affetti un nuovo membro, baricentro affettivo tra adulti e bambini che hanno un argomento di cui parlare, più cose da fare insieme, un catalizzatore di affetti che stempera le tensioni domestiche («Faccio più cose con la mamma», dice una bambina che con la genitrice non andava sempre d’accordo, e che ora si trova a postare su Facebook le foto del cucciolone).

Il cane è fedele, dà un affetto incondizionato e silenzioso: i bambini si fidano quasi più di lui che dei genitori («Non litiga con me») e sicuramente dei fratelli («Non tradisce mai»). Soprattutto i più piccoli - si scopre - sentono la mancanza di gesti d’affetto anche minimi: un bau e una carezza sono sufficienti per farli sentire amati. Un bambino intervistato racconta del senso di abbandono provato quando gli è nato il fratellino minore: mitigato solo dall’affetto del cane. Un altro parla del vecchio cane cieco, che ormai si muove poco dalla sua cuccia, ma la cui sola presenza rende meno vuota la casa. Batte persino i videogiochi: che divertono ma «non mi vogliono mica bene».

Il bambino si fa poi evidentemente meno passivo e sedentario: correre con il cane per portarlo a fare la passeggiata, rotolarsi con lui su tappeto e divano è meglio che stare inchiodati su quel divano, gli occhi persi nella tv. Di più: possedere un cane è elemento di rilevanza tra i pari, facilita le amicizie: di razza o meticcio, i bambini ne sono orgogliosi e si sentonoguardati e trattati in modo diverso quando c’è «lui», e ne acquistano in sicurezza.

Anche per gli adulti comunque il cane è convogliatore d’affetti: quasi sempre vissuto come un nuovo figlio, cui non solo voler bene ma da usare come esempio («Lui sì che ubbidisce») e di cui far sentire responsabile l’erede a due gambe («Prenditi cura del tuo cane»). L’88 per cento dice con soddisfazione che i bambini grazie al cane rispettano maggiormente le regole e hanno un comportamento responsabile in termini di accudimento del congiunto peloso. Genitori felici, quindi, ma forse solo di una sensazione, se è vero che alla domanda similare rivolta loro, solo l’8% dei bambini ammette di prendersene davvero cura. Che è l’inequivocabile risposta alle promesse e ai giuramenti dei figli che vogliono convincere papà e mamma a fare il gran passo.

Faticoso ma terapeutico Insomma, genitori, acconsentite a prendere un cane in casa, ma non pensiate che le responsabilità saranno equamente divise. Prendete atto subito che la fatica sarà soprattutto vostra: voi a portare a passeggio Fido all’alba e al tramonto, a nutrirlo, spazzolarlo, lavarlo, lui a giocare e coccolare. Ma una volta accettato questo (e seguiti gli utili consigli di Simone a Missione cuccioli), è indubbio che starete tutti meglio.

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Accolte in Finanziaria istanze Lav sui randagi

La Legge Finanziaria 2008 ha accolto alcune importanti istanze in favore dei cani e gatti randagi o ospiti di canili e rifugi: come richiesto dalla LAV in una petizione popolare presentata alla Camera dei Deputati e che ha raccolto 300mila firme, con la quale si chiede una legge d’integrazione della legge quadro 281/91 per la tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo, la Legge Finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244) Art. 2, comma 371, ha finalmente istituito l’obbligo per i Comuni singoli o associati e per le Comunità montane di gestire canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile. Tale legge prevede anche la possibilità che la gestione di tali strutture sia affidata a soggetti privati, a condizione però che nel canile o gattile sia garantita la presenza di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti di cani e gatti.

“Finalmente anche quei canili, rifugi e ricoveri che per anni sono stati inaccessibili ai volontari dovranno aprire i cancelli e permettere alle associazioni di animaliste e zoofile di partecipare alla vita della struttura, nell’interesse degli animali - dichiara Elisa D’Alessio, responsabile LAV settore Cani e Gatti - Questa decisione determinerà un miglioramento delle condizioni di vita di tantissimi animali ospitati in queste strutture, molte delle quali finora sono state inaccessibili. La presenza delle associazioni è importante per il benessere psicofisico degli animali e permette loro di coltivare o recuperare il rapporto affettivo e relazionale con gli umani rendendo l’animale preparato in modo migliore all’adozione, con conseguente risparmio economico da parte dei Comuni. Inoltre, la presenza dei volontari rappresenta la migliore garanzia di una gestione trasparente degli animali e della struttura, garanzia che ogni Comune deve offrire ai cittadini e alle associazioni che si occupano di tutela degli animali, ai cittadini perché nelle strutture di accoglienza per animali si investono soldi pubblici, alle associazioni perché, quali portatrici di interessi collettivi, non deve mai essere negata loro la possibilità di tutelarli.”

Inoltre, la Legge Finanziaria 2008, Art. 2, comma 370 (Legge 24 dicembre 2007, n.244) - che ha modificato l’articolo 1 comma 829 della precedente Legge Finanziaria - ha così sostituito l'articolo 4 della Legge quadro sulla “protezione degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo” (Legge n.281/91):"I comuni, singoli o associati, e le comunità montane provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione. A tali piani è destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresì, al risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e avvalendosi delle risorse di cui all'articolo 3, comma 6". Tali Piani si devono aggiungere a quelli analoghi predisposti da ogni Servizio veterinario Asl di cui all’articolo 2 comma 1 della Legge n.281/91, ciascuno dei quali finanziato con proprie risorse. “Con tale modifica si vuole sollecitare i Comuni a garantire l’afflusso di risorse alla prevenzione del randagismo attraverso piani di controllo delle nascite - precisa Ilaria Innocenti, corresponsabile LAV settore Cani e Gatti - L’auspicio è che Comuni e Comunità montane possano anche occuparsi, con maggiore attenzione, del risanamento dei canili esistenti, troppo spesso fatiscenti e inadeguati ad ospitare centinaia di animali, e della costruzione dei rifugi. Naturalmente anche i singoli cittadini possono fare molto per questi animali, scegliendo di adottarli anziché acquistarli, come troppo spesso si fa favorendo un discutibile commercio di esseri viventi”.

Per favorire la tempestiva applicazione di queste norme, la LAV, attraverso le sue 90 Sedi dislocate su tutta la Penisola, ha scritto una lettera di sollecito a numerosi Comuni chiedendogli di assolvere a tali obblighi, e al Presidente dell’ANCI, Leonardo Domenici, affinché a sua volta possa sollecitare i Comuni su questa materia, dagli importanti risvolti etici ed economici. Secondo stime messe a disposizione dal Ministero della Salute sulla base dei dati forniti dalle Regioni, riferite al 2006 e in alcuni casi al 2005 (le precedenti stime risalivano al 2002), i randagi ospitati nei canili italiani sarebbero complessivamente 229.444, di cui 81.253 nei canili della Campania, 61.671 nei canili della Puglia, 11.263 nei canili del Lazio, 10.377 nei canili calabresi, 9.563 in quelli siciliani. 501 i canili sanitari, 428 i canili rifugio presenti in Italia. Ma secondo la LAV tali dati sottostimano la popolazione e i cani nei canili sarebbero almeno 550 mila

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IL benessere animale


La normativa sui canili è in buona parte regionale e risente fortemente della sensibilità verso gli animali maturata dalla popolazione locale, in primis dai Sindaci e dalle ASL veterinarie: questo è uno dei motivi per cui si assiste in Italia ad una differenza spesso notevole tra regione e regione e tra comune e comune. Norme nazionali vengono recepite, e purtroppo spesso interpretate, in modo talmente diverso che osservando i canili e il modo con cui i cani vengono gestiti sembra di appartenere a diverse nazioni.

La normativa nazionale, a partire dalla Legge quadro 281/91 chiede da 20 anni  di realizzare canili che garantiscano "buone condizioni di vita" ai cani; alle Regioni spettava e spetta ancora oggi la definizione/aggiornamento dei requisiti strutturali e di tutte le norme per attuare l'obiettivo posto dalla Legge quadro e alle ASL veterinarie spetta la vigilanza sul benessere animale, sullo stato sanitario e le relative autorizzazioni ai canili. I Comuni dovrebbero a loro volta vigilare sullo stato dei propri cani, anzi in verità avrebbero dovuto progettare e realizzare canili comunali per la custodia dei propri cani in piena sinergia con le associazioni animaliste per aumentare il benessere animale al loro interno e per favorire la loro adozioni, mentre invece il 90% dei Comuni ha consegnato i cani a privati con propri canili dietro pagamento di una retta, spesso minima, giornaliera, "liberandosi" apparentemente del problema.

Alle ASL, alla Regione e a tutte le Istituzioni interessate spettava progettare e realizzare campagne incisive per evitare che il randagismo esplodesse: principalmente campagne e iniziative di promozione della sterilizzazione per i cani dei privati o semiliberi (con tutte le facilitazioni possibili!), di "educazione" della popolazione ad un miglior rapporto uomo-cane, di controllo e vigilanza accurata sull'apposizione dei microchip ai cani per evitare gli abbandoni e ritrovare i proprietari in caso di fuga.

c'è chi ha seguito per bene la Legge... tanto per fare un esempio, a Milano è stato realizzato un parco-canile di ottima qualità con circa 180 cani all'interno, con pochi requisiti di adottabilità e quindi rimasti all'interno del canile  e non adottati. Ciò significa che sono state attuate in questi 20 anni politiche attente sia per il contenimento del randagismo che per il benessere animale all'interno del canile che per la promozione di adozioni responsabili, esattamente come indicato dalla normativa nazionale.

In certi comuni troviamo al contrario canili-prigione con celle di grate e cemento con uno spazio nettamente minore rispetto ad altre regioni e perfino tra canile e canile, o comunque con uno spazio pro-capite irrisorio (in alcuni contesti nel Lazio lo spazio autorizzato è lo stesso che negli stabulari per la vivisezione dei cani secondo i parametri della 116/91), con poca protezione dal freddo, con  accesso nullo o rarissimo a cinodromi ... con evidente stress, talvolta con rischio di aggressioni reciproche e con condizioni di vita agli occhi di un animalista molto tristi...oltre che con scarsissime possibilità di essere adottati perfino per i cani con  caratteristiche di elevata adottabilità come taglia, età e carattere. Sembra che per "benessere animale" in alcuni contesti si intenda un fazzoletto di cemento, un tetto e un po' di croccantini...

Animalinsieme - Lazio


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Loro hanno
bisogno di te


vieni a fare volontariato

La Finanziaria 2008 apre alle associazioni nei canili privati convenzionati

Importanti novità  riguardanti i canili sono contenute nella Legge Finanziaria del 21 dicembre 2007: all’art. 2, comma 371, viene integrata la Legge 281/91 nel modo seguente: “All’articolo 4, comma 1, della legge 14 agosto 1991, n. 281, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I comuni, singoli o associati, e le comunità  montane provvedono a gestire i canili e gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste e zoofile o con soggetti privati che garantiscano la presenza nella struttura di volontari delle associazioni animaliste e zoofile preposti alla gestione delle adozioni e degli affidamenti dei cani e dei gatti»”.
I canili convenzionati dovranno quindi accogliere le associazioni animaliste, contrariamente a quanto accade normalmente: in molte regioni i volontari non riescono ad accedere ai canili privati convenzionati od operano mantenendo difficili equilibri, nel timore di trovarsi di fronte al divieto del gestore ad entrare nel canile per migliorarvi la qualità  di vita degli animali rinchiusi e per favorire le adozioni.
D’oggi in poi, legge alla mano, il principale ostacolo all’opera dei volontari nei canili privati convenzionati – e quindi sorretti con denaro pubblico - dovrebbe cadere.
La nostra Associazione ha sempre sostenuto la necessità  di una legge che garantisse la presenza dei volontari in questi canili. Il fatto che sia una legge nazionale ad affermarlo è ancora piu' importante.
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"Stare con gli animali fa bene all'anima"
Gianfranco Nicora, direttore del Centro di Bioetica e Zooantropologia didattica , parla esplicitamente di teologia degli animali. «Ho notato che le attività assistite con piccoli animali sono considerate con indifferenza dagli ambienti ecclesiastici»


Stare con gli animali fa bene al morale, alla mente e quindi anche al corpo. Fa così bene che alcuni esperti e studiosi usano questo rapporto come terapia, conosciuta con il nome di «Pet therapy» . In provincia di Varese, Gianfranco Nicora, direttore del Centro di bioetica e zooantropologia didattica (dove si studia il rapporto animali-uomo), della Fondazione Aletti Beccalli Mosca di Castronno, è impegnato a diffondere questa pratica nei reparti ospedalieri di pediatria, nelle residenze socio assistenziali e nei centri per diversamente abili.
Nicora parla esplicitamente di «teologia degli animali», tema su cui ha scritto una tesi in bioetica, alla fine di un master condotto dala professoressa Luisella Battaglia all'università di Genova. «In questi ultimi anni - spiega lo studioso - ho notato che le attività assistite con piccoli animali a volte sono considerate con indifferenza dagli ambienti ecclesiastici . Ad esempio, recentemente sono andato in una casa di riposo, accompagnato dai miei due cani: Tobia e Belle. Ebbene, i cani non hanno potuto mettere zampa dentro il perimetro della struttura per anziani gestita da religiose».
Secondo lo studioso, questa "scarsa" considerazione è frutto della superficialità e anche dell'ignoranza.  «Parlando con la religiosa di quella casa di riposo - continua Nicora - ho scoperto che non concosceva l’esistenza di un Libro della Bibbia, che ha come protagonista Tobia e come compagni di viaggio un cane ed un angelo. Un grande affresco che descrive il viaggio come simbolo della vita, la parabola del nostro cammino sulla terra, durante il quale animali e angeli ci sono compagni».

La resistenza alla presenza degli animali nei luoghi di cura non è diffusa solo negli ambienti ecclesiastici ma è presente anche tra i laici. «A volte - conclude Nicora - anche gli stessi genitori dei piccoli pazienti ricoverati nei reparti di pediatria vedono con timore la presenza di animali o al più li considerano come giocattoli o peluche».

Nicora ha un'esperienza e un curriculum di lungo corso: è membro dell’Istituto italiano di bioetica animale e del Minding animals Italy (MA.it), discepolo e amico del teologo Paolo De Benedetti, docente di giudaismo e antico testamento in vari Atenei italiani. Attualmente è impegnato in una ricerca sui rapporti tra pet therapy e anziani e nella diffusione della Teologia degli animali (o ecoteologia ) soprattutto con ragazzi e adolescenti per i quali ha scritto due racconti: "L’Arca di Noè : un’astronave lanciata negli spazi siderali" e "Tobia, il cane e l’angelo"
Come membro del MA.it  è impegnato all’estero alle pre-conferenze in preparazione della Conferenza mondiale di Utrecht 2012.

Per chi volesse saperne di più http://www.istitutobioetica.org/global_bioethics/bioetica_animale/articoli/nicora_teologia.htm



13/09/2011
redazione@varesenews.it


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Prima di adottare un cane...



Articolo di Mara Begnini, Educatrice Cinofila ThinkDog, pubblicato sul sito: www.inbranco.it

Se stai pensando di condividere la tua vita con un cane è il momento di comprendere a fondo cosa comporti questa scelta. Un cane è un essere vivente che prova emozioni proprio come una persona: paura, gioia, eccitazione, tristezza… Ha dei bisogni come noi: bisogno di fare esperienze, di esplorare, di socializzare, di sentirsi al sicuro, di fare parte di un gruppo… Ha dei diritti: il diritto di vivere con noi in casa e seguirci nelle nostre attività (prendere un cane per lasciarlo in cortile è come avere un figlio e lasciarlo in camera sua portandogli da mangiare tre volte al giorno), il diritto di avere del cibo di qualità, il diritto di essere in salute, il diritto di esprimersi e di fare delle richieste… e, si, anche il diritto di non aver voglia di interagire con noi di tanto in tanto!

Un cane deve vivere in casa con noi, non possiamo pensare di prendere un cane e relegarlo in cortile giorno e notte (e magari aspettarci che non abbai agli estranei: metterlo fuori significa chiedergli di segnalarci un pericolo, ma per difenderci dai ladri esistono gli antifurto che non soffrono la solitudine). un cane deve uscire almeno tre volte al giorno (che non significa aprire la porta di casa e mollarlo nel cortile!!!), per almeno mezz’ora ogni volta, deve mangiare almeno due volte al giorno, meglio tre, deve fare attivitá che lo aiutino a crescere (gioco, socializzazione, attivazione mentale), dev’essere accudito (spazzolato una volta al giorno, controllato al rientro dalla passeggiata per eventuali spighe o zecche e se piove va asciugato…) e sarebbe bene preventivare un percorso di educazione per partire con il piede giusto e beneficiare in pieno di questa simbiosi. Cosa significa? Alzarsi un’ora prima al mattino, sacrificare parte della propria pausa pranzo o affidarsi a un dog sitter, uscire alla sera dopo cena, abituarsi a uscire con qualsiasi condizione atmosferica (freddo, caldo, pioggia, neve…), accettare il fatto che la nostra casa non sará mai piú pulita e profumata perché il cane perde il pelo e raccoglie lo sporco quando lo portiamo a spasso e si rotola nel fango (quando non fa di peggio), cucinare del cibo o acquistarne di valido (dopo essersi accuratamente informati su cosa sia un cibo valido, prché “famoso” non significa “valido”, su questo torneremo presto), organizzarsi per le vacanze, ritagliare del tempo durante le proprie giornate, considerando un impegno minimo di 2-3 ore al giorno (é davvero il minimo indispensabile) e preventivare un budget per curare il cane se dovesse stare male (portare il cane due o tre giorni in clinica puó incidere decisamente su uno stipendio medio). Se in famiglia ci sono piú persone é fondamentale che tutti siano d’accordo nell’adozione del cane. Non possiamo pensare di portare a casa un cane se non ce ne possiamo occupare e dobbiamo delegare (magari proprio chi non lo voleva) cosí come non possiamo pensare di regalare il cane al nostro bambino e aspettarci che si assuma lui tutte le responsabilitá: portarlo fuori ad esempio é un compito molto impegnativo e non sempre potremmo desiderare che sia lui a farlo. A seconda dell’etá del bambino ci sono compiti diversi da potergli assegnare, ma ricordiamoci che dobbiamo essere noi i primi ad essere disposti ad occuparci di tutto. Il miglior modo é dare il buon esempio.

Ricordiamoci infine che il cane invecchiando puó non essere piú autonomo come da giovane: deficit visivi, incontinenza, sordità, difficoltá di movimento sono problemi abbastanza comuni e dobbiamo metterli in conto perché un cane é per sempre.

Se dopo quest’intimidatoria premessa hai fatto un esame di coscienza e hai capito di essere davvero pronto ad assumerti questa responsabilitá, congratulazioni! Stai per riempire di gioia la tua vita!

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